Sterilità e infertilità

La procreazione è il desiderio profondo di ogni coppia di avere un figlio e rappresenta una tappa evolutiva dell’acquisizione dell’identità psicosociale individuale.
La diagnosi di sterilità rappresenta spesso una sentenza senza appello, difficile da digerire e capace di mettere in discussione il significato della nostra vita e della nostra relazione.

A differenza delle cause organiche, più facilmente identificabili, le cause psicologiche sono più difficili da individuare. È ormai però diffusa presso la comunità scientifica la consapevolezza che ci siano delle difficoltà psicologiche che accompagnano la condizione di sterilità. Una diagnosi come questa scuote profondamente le radici dell’immagine di sè, costituendo un’esplosione esistenziale che ha ripercussioni a tutti i livelli: intrapsichico, interpersonale, psicosessuale e occupazionale.

La sterilità non è un fattore statico ma un fenomeno altamente dinamico. Le reazioni psicologiche all’incapacità di procreare hanno una loro evoluzione, nascono e si sviluppano attraverso un processo che risulta essere costituito da fasi comuni per la maggior parte delle persone.
Le prime reazioni alla scoperta di essere sterili sono  generalmente lo shock e il senso di perdita, seguiti dal rifiuto e dalla negazione; emergerebbero poi una forte rabbia e un senso di colpa e di isolamento con modificazioni e ripercussioni sull’identità personale e di coppia e nei rapporti sociali, per giungere in fine alla risoluzione. Le fasi sono simili a quelle del rifiuto del lutto: rifiuto e isolamento, la collera, venire a patti, la depressione, l’accettazione.

Le emozioni sperimentate durante la lotta alla sterilità ha la capacità di sconvolgere poi il rapporto di coppia poiché si creano molte tensione che possono avere come risultato il deteriorarsi o il rafforzarsi della relazione. Un’altra conseguenza della sterilità nella coppia sono i molti disagi che si rilevano nella sfera della sessualità.

Dopo che i partner sono passati attraverso tutte le emozioni collegate alla scoperta di non essere fertili, è necessario che la coppia, al fine di affrontare il problema, consideri la propria sterilità come una condizione e non come una menomazione, conservando la lucidità necessaria per affrontare il problema. Sebbene infatti una diagnosi di sterilità vada a minare l’integrità della persona, il suo benessere bio-psico-sociale, questo non significa che l’individuo e la coppia siano destinati a vivere questo malessere per sempre.

E’ auspicabile che questa fase delicata venisse vissuta come una fase di “rimessa in discussione”, di analisi delle proprio difficoltà, per trovare un equilibrio più stabile e benefico. Per far ciò può essere molto utile una terapia psicologica che permetterebbe l’elaborazione delle emozioni legate alla sterilità e una analisi obiettiva della situazione che si sta vivendo, favorendo un’accettazione il più serena possibile della propria vita.

E’ quindi fondamentale un approccio olistico al paziente sterile, mediante un corretto “counseling” psicologico da associare al trattamento specialistico.