Dipendenze

La dipendenza è una semplice e comune abitudine che diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere, attraverso mezzi, sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. La persona dipendente perde  ogni possibilità di controllo sull’abitudine.

 

Le caratteristiche generali delle dipendenze sono:

  • ossessione: il dipendente ha un’idea, un’immagine, che gli viene alla mente con estrema frequenza, accompagnata da stati emotivi dolorosi che tende a monopolizzare i pensieri
  • compulsione: la persona è spinta irrefrenabilmente a “dipendere” per placare l’ansia, l’angoscia e il senso di colpa
  • alterazione della percezione, degli atteggiamenti e dei comportamenti quando la persona è in contatto con la dipendenza
  • manipolazione: un grande utilizzo di sotterfugi per raggiungere lo scopo (oggetto della dipendenza)
  • isolamento, senso di colpa, rimorso, perdita di controllo sulla propria vita
  • disonestà: bugie e mezze verità per giustificare la dipendenza

Alcolismo

Riguardo questo tema ci sono ancora molti miti e pregiudizi, per esempio molte persone credono che l’alcolista sia solo una persona che beve in grande quantità per tutta la giornata e che “si trascina su una panchina”. In realtà non è così, ci sono diversi tipi di alcolisti, chi beve molto ogni giorno, chi beve poco ma tutti i giorni e non può farne a meno, i bevitori del fine settimana.

Dipendenza da farmaci o sostanze

Ci sono due categorie principali di tossicodipendenti, quelli che fanno uso di droghe (tra cui anche il tabacco) e quelli che fanno uso di farmaci (Valiun, Xanax, Prozac…). Poiché un dosaggio troppo basso o troppo alto può avere effetti indesiderati e poco controllabili, è bene che l’assunzione, se necessaria, sia fatta sempre sotto controllo medico. L’uso di tali farmaci deve poi essere accompagnato da un adeguato sostegno morale e/o amicale; quando non stiamo bene, infatti, sono tante le cose che non vanno e non esiste farmaco che risolva i problemi del mondo! È invece più importante che qualcuno ci ascolti, entri in contatto con noi e ci aiuti dall’esterno a vedere le cose in un modo diverso da come le vediamo noi.

Dipendenza dal gioco

Il giocatore compulsivo può indulgere in una o più scommesse (corse dei cavalli, slot machine, poker, carte, lotterie, internet…), la costante è che i soldi sono sempre presenti. Spesso a spingere le persone al gioco è il miraggio del guadagno facile, della gratificazione immediata; anche se all’inizio si perdono molti soldi, il giocatore ha una sorta di pensiero magico, con cui si dice che può recuperare i soldi persi solo se gioca nuovamente.

I sentimenti provati più spesso sono la vergogna o il senso di colpa per le bugie che è costretto a dire, perde soldi, fiducia e stima e spesso perde anche la salute psicologica. Spesso il dramma è vissuto in solitudine, perché dopo il primo momento di euforia, diventa una spirale insidiosa e letale che avviluppa senza scampo.

Dipendenza dal sesso

La sessualità rappresenta sicuramente una delle sfere più delicate e importanti della persona e ne costituisce un aspetto fondamentale e sano. È importante però saper riconoscere quando alcuni comportamenti esulano dalla norma e possono diventare una dipendenza. Masturbazione compulsiva, desiderio costante di avere rapporti sessuali anche a pagamento, pornografia su internet, sono solo alcuni aspetti delle dipendenze sessuali, possono esserci, infatti, anche la presenza di disturbi psicosessuali come l’esibizionismo, il voyeurismo o il sadomasochismo.

La dipendenza sessuale è un comportamento sessuale che si sente fuori dal proprio controllo e si vive in un altalena intensa fatta di alti e bassi. Dopo la gratificazione che il comportamento sessuale porta, spesso  (come in generale accade nelle dipendenze) fa seguito un basso stato emotivo caratterizzato da vergogna, rimorso, rammarico, ansia e il sentirsi in trappola e impotenti di fronte al proprio bisogno. L’unico modo per alleviare questi sentimenti è spesso un altro incontro sessuale, in modo da alzare il tiro e aumentare l’adrenalina e l’eccitazione.

Dipendenza emotiva

La dipendenza emotiva può derivare da una combinazione di fattori tra cui il principale è l’ambiente familiare povero e carente a livello emotivo. La persona emotivamente dipendente può aver ricevuto nell’infanzia messaggi verbali in cui gli veniva detto che non valeva niente, che era inadeguato quello che faceva e che non sarebbe andato lontano nella vita e a livello non verbale può aver avuto iperprotezione materna, un padre violento e dittatore o un padre assente, e anche il non riconoscimento e/o l’indifferenza di fronte ai risultati che il figlio portava. La persona emotivamente dipendente si realizza attraverso l’altro e si sente responsabile per la altrui felicità. Queste persone a volte abbandonano i propri interessi, e le proprie esigenze per piegarsi al minimo desiderio dell’altro che reputano importante e vitale.

Ammettere di aver bisogno di aiuto, è spesso il passo più difficile da compiere poiché spesso i dipendenti preferiscono negare la realtà, nonostante l’evidenza di una malattia. La dipendenza è difficile da accettare, perché comporta il riconoscere le proprie debolezze e ammettere la necessità di aver bisogno di aiuto in una situazione che non può essere più controllata. Si tratta di un passo essenziale, è il punto di partenza per un ritorno ad una vita “normale”.
Un supporto psicologico può essere di grande aiuto (a volte, a seconda della dipendenza, in combinazione con un supporto farmacologico) perché permette alla persona di analizzare le cause e le radici della sua insicurezza e della sua bassa autostima, in un clima non giudicante ma supportivo e di riscoprire pian piano in se stessi le proprie qualità e il proprio valore decidendo giorno dopo giorno di abbandonare la dipendenza e di regalarsi una “vita nuova”.